GABRIELE BONCI

Chiamare le sue preparazioni “pizze” è riduttivo. Chiamarlo “pizzaiolo” non basta. Gabriele Bonci in questi anni ha ricostruito a sua misura la pizza romana, e considerata la sua stazza gigantesca, l’ha fatta grande e senza confini.

La ricerca parte innanzitutto dalle farine. Che siano di cereali minori o grano, tutte le farine utilizzate per la pizza sono biologiche e fresche, ovvero vive, ricche di germe e fibra e rigorosamente macinate con pietra naturale. Grazie a un sodalizio con il Mulino Marino, piccolo mulino artigiano nel cuore delle Langhe, Gabriele Bonci ha brevettato una miscela di grano e cereali, ricca di farro, chiamata “Pane di sempre”, con cui riesce a creare una pizza leggera, delicata, dagli alveoli molto grandi e al tempo stesso estremamente croccante e intensa.

Ma non sono solo le farine e un lievito madre naturale antico, rigenerato da decenni, a rendere unica la pizza di Gabriele Bonci. Anche gli ingredienti utilizzati per arricchire le basi hanno una marcia in più. A Pizzarium, suo locale storico non lontano da San Pietro, le pizze cambiano giornalmente seguendo le stagioni, l’umore e la felicità dello chef. Salvo la Pizza Bianca, la Margherita e quella di Patate che sono sempre presenti sul banco (a prezzi popolari), in un anno si susseguono oltre 1.500 pizze gourmet: pazze, biologiche, abbondanti e ricche di contrasti. All’amatriciana, “Culo e lampredotto”, con Coratella e Carciofi, con gli scampi, con Foie gras, pomodoro bruciato, cime di broccolo, miele, con Cuore di Bue, cipolla e pomodoro, con Fior di latte, acciughe del Cantabrico, e cicoria cruda, con Cotechino di Eugenio Barbieri e Mojito di zucchine romane (ovvero pestate a crudo con menta e rhum agricolo).

Nei 30 metri quadri senza sedute del Pizzarium, dove nei giorni di punta è possibile fare 20 minuti di coda per ottenere il sospirato pezzo di pizza al taglio, oltre alla pizza è possibile mangiare degli ottimi fritti e acquistare dei notevoli pani naturali (a base di segale, cereali minori o Enkir), tutti sfornati nel piccolissimo laboratorio a vista dietro il banco.

Ma non è che la punta dell’iceberg perché, grazie anche a un importante sodalizio stretto con Roberta PezzellaBonci ha aperto anche il Panificio che porta il suo nome, nella vicina via Trionfale. Per descriverlo bastino le parole entusiaste di un grande come Pietro Leemann: “Il Panificio Bonci“, ha spiegato il pioniere del vegetarianesimo italiano, “è un luogo straordinario per la qualità di pane, focacce, panettoni (anche vegani), ogni cosa. Un luogo di persone straordinarie con le quali ogni cosa acquisisce il giusto senso”.

FONTE:( http://www.identitagolose.it/sito/it/6/446/chef-e-protagonisti/gabriele-bonci.html?p=0 )

FEDERICO QUARANTA

Barba incolta, occhialino da intellettuale e un’aria da chi ne sa davvero tante: ecco chi è Federico Quaranta, conduttore televisivo e radiofonico che il pubblico ha imparato ad amare e conoscere principalmente durante La prova del cuoco, il cooking show di Raiuno condotto da Antonella Clerici. Pacato e pungete: sono queste le due armi che Quaranta ha sempre utilizzato quando ha parlato dei piatti che i diversi concorrenti della trasmissione hanno cucinato per lui, due aggettivi che forse, però, lo descriverebbero bene anche nella vita di tutti i giorni.

Chi è Federico Quaranta

Classe 1967, Federico Quaranta è originario di Genova. Fin da piccolo ha sempre avuto una grandissima predisposizione nell’intrattenere il pubblico e così più cresceva e più si faceva grande dentro di lui la voglia di diventare un personaggio famoso. Nello specifico il sogno, realizzato di Federico, è sempre stato quello di divenire un conduttore di programmi televisivi.

Federico Quaranta: il conduttore dall’animo pungente

Quaranta non è solo un conduttore di programmi televisivi, ma anche autore. La sua carriera artistica è iniziata nel 2003 quando è stato scelto per condurre il programma radiofonico di Radio 2 dal titolo Decanter,insieme a Tinto, pseudonimo di Nicola Prudente. Due anni dopo, nel 2005, sempre con Tinto mette in cantiere dei servizi televisivi a sfondo enogastronomico inseriti poi nel programma Linea Verde Orizzonti. La passione per la cucina e quello per la conduzione l’hanno spesso portato a favorire programmi a tema culinario e così nel 2012 si è spostato su La7 per condurre Fuori di gusto insieme all’immancabile Tinto e Vladimir Luxuria.

La consacrazione, però, è avvenuta nel 2013 quando è entrato a far parte della squadra de La prova del cuoco e in diverse occasioni ha anche sostituito la Clerici alla conduzione del programma.

 

Curiosità su Federico Quaranta

Forse non tutti lo sanno ma nel 2008 Federico Quaranta è stato inserito anche nel libro dei Guinnes World Record per aver realizzato un flute di 2,05 metri e con 8 centimetri di diametro. Il flute è stato riempito di Asti Spumante DOCG

FONTE: (https://popcorntv.it/curiosita/chi-e-federico-quaranta-biografia-e-vita-privata-del-conduttore/48166)

DANILO GASPARINI

Insegna Storia dell’Agricoltura e Storia dell’alimentazione all’Università di Padova. E’ stato Directeur de récherche all’E’cole des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi. E’ docente presso il Master di Ca’ Foscari in ” Cultura del cibo e del vino”. E’ membro del Consiglio scientifico della biblioteca internazionale “La Vigna” di Vicenza, del Comitato Scientifico del Laboratorio Internazionale di Storia Agraria di Montalcino. Dirige a Ca’ Tron, presso gli “Archivi Contemporanei di Storia Politica” il Centro studi sulla storia della campagne venete. Ha curato per la Fondazione Benetton Studi Ricerche il progetto pluriennale su “Le campagne trevigiane in età moderna”, è autore di un generoso numero di saggi di storia economica e sociale delle campagne venete, dedicati al mondo contadino, artigianale e protoindustriale e di storia dell’alimentazione e della cucina veneta. Ha collaborato, per conto del Museo Etnografico della Provincia di Belluno e della Regione Veneto, , assieme a Daniela Perco un’importante ricerca, con 12 film-documentari- sulle tradizioni gastronomiche della Regione. Ha tenuto corsi, seminari, interventi a convegni nazionali e internazionali. E’ ospite e consulente fisso per Geo&geo, Rai 3, in una rubrica curata da Sveva Sagramola, dedicata alla storia alimentare e del cibo. Ha partecipato a Expo Milano 2015 in qualità di relatore a diversi eventi. Recentemente ha curato una mostra , presso la Tipoteca Fondazione di Cornuda (TV) una mostra dal titolo “Pane& Vino” accompagnata da 10 incontri- conferenze dal titolo : L’alfabeto della Terra e della Tavola”.

Pubblicazioni:

Polenta e formenton. Il mais nelle campagne venete tra XVI e XX secoloi, Verona 2002. “Di quanta spexa et interesse sono le posessione”. Le terre della famiglia Emo in Fanzolo, in Villa Emo a cura di Danilo Gasparini e Lionello Puppi, Treviso 2009. Le ubertose…calde campagne venete in Paul Scheuermeier Il Veneto dei contadini 1921-1931 a cura di D. Perco, G. Sanga, M. T. Vigolo,Vicenza 2011. Le terre della pietà. Il patrimonio fondiario dell’Ospedale dei Battuti di Treviso. Secoli XV-XX , Treviso 2011 Serenissime Campagne. Terra, contadini, paesaggi nella Terraferma veneta, Verona 2011. Premiata Latteria di Cison di Valmarino, Cison di Vamarino 2012. La tradizione nella cucina vicentina, Vicenza 2013. Montagne di cibo. Studi e ricerche in terra bellunese, Belluno 2013; “Dai pestarei…ai cornflakes. Il mais nel sistema alimentare veneto dal XVI al XIX secolo in Il mais nella storia agricola italiana iniziando da Polesine, a cura di D. Gasparini, Rovigo 2015; D. Gasparini, La viticulture dans l’Italie du Nord: le cas de la Vénétie in la construction de la grande propriété vitiole en Frnce et en Europe. XVIe-XXe siécles ( ed. M. Figeac-Monthus-S. Lachaud) , Bordeaux 2015, pp. 210-239.

FONTE: (http://www.mastercucinaitaliana.it/ita/docenti/danilo-gasparini)